Sommergibile AXUM – La storia
Il sommergibile Axum fu una delle 59 unità della Regia Marina italiana appartenenti alla classe “600”, così indi- cata per il dislocamento delle unità che la componeva- no, che le collocava tra i battelli di piccola crociera. Questi battelli, che fin dalla prima serie, gli “Argonauta”, si erano dimostrati ben equilibrati e adatti a un buon impiego nelle acque del Mediterraneo in missioni di pochi giorni in aree non distanti dalle basi, esulavano, per dimensioni, dai limiti numerici imposti dai Trattati navali, e, pertanto, poterono essere riprodotti in un numero così cospicuo, contribuendo in buona parte alla campagna propagandistica dei “100 som- mergibili”, che rimarcava la flotta subacquea italiana come la più potente al mondo.
L’Axum, in particolare, faceva parte della quarta e più nume- rosa delle cinque serie della classe “600”, la serie “Adua”, detti anche degli “Africani”, poiché i 17 battelli che la compone- vano furono battezzati con nomi di località importanti nella storia della conquista delle colonie italiane dell’Africa Orien- tale. Gli “Adua” furono realizzati a Monfalcone dai Cantieri Riuniti dell’Adriatico (C.R.D.A.), a Taranto dai Cantieri Tosi, e alla Spezia dai cantieri Odero Terni Orlando (O.T.O.) del Muggiano, tra il 1936 e il 1938. L’Axum, in particolare, fu impostato l’8 marzo 1936 a Monfalcone, varato il 27 set- tembre 1936 e consegnato il 2 dicembre 1936.
Nei primi mesi di servizio l’Axum fu basato a Napoli con la 32a Squadriglia Sommergibili da dove svolse attività di con- trollo e di contrasto al traffico di rifornimento che dall’Unio- ne Sovietica andava a rifornire le forze repubblicane impe- gnate nel conflitto civile in Spagna. Il 5 maggio 1938 prese parte alla Rivista H tenutasi nel Golfo di Napoli in onore del Cancelliere tedesco Adolf Hitler, durante la quale, insieme ad altre decine di sommergibili della Regia Marina, eseguì una spettacolare manovra di emersione in contemporanea con successivo sparo di una salva di saluto.
Dopo l’entrata in guerra dell’Italia, il 10 giugno 1940, l’A- xum fu aggregato alla 71a Squadriglia Sommergibili di base a Cagliari, ma operò spesso anche da Napoli eseguendo mis- sioni di agguato nel Mediterraneo Occidentale, tra Malta, la Tunisia e le acque della Sardegna, ma senza ottenere risultati.
All’inizio dell’estate 1941 l’Axum operò sulle coste libiche per contrastare il ripiegamento delle forze armate britanni- che pressate da quelle dell’Asse, e, il 23 giugno, eseguì un lan- cio infruttuoso contro un’unità nemica, che reagì con una breve caccia antisom senza procurare danni al battello italia- no. Tracorse poi buona parte dell’estate nelle acque dell’isola di Lero, dove subì anche un attacco da parte di un M.A.S., fortunatamente andato a vuoto.
Trasferito a Cagliari, il battello fu, nei mesi successivi inviato in agguato nelle acque del Mediterraneo Occidentale, anche in occasione di missioni di contrasto alle operazioni navali al- leate dirette a rifornire Malta, ma senza giungere al contatto con il nemico, finché, il 15 luglio 1942, in acque tunisine, ese- guì il lancio di tre siluri contro il posamine veloce britannico Welshman, diretto a Malta, senza riuscire a colpirlo. L’11 agosto 1942 lasciò Cagliari per andare a costituire, con altri 9 battelli, una linea di agguato per contrastare una im- portante operazione britannica, denominata “Pedestal”, di- retta a rifornire Malta con 14 mercantili scortati da numerose e importanti unità militari. La missione portò l’Axum a co- gliere un notevole successo, quando, nella serata del 12 ago- sto, dopo aver avvistato e seguito il convoglio nemico, poté assumere una posizione favorevole per l’attacco; alle 19.55 il comandante del battello, il tenente di vascello Renato Fer- rini, ordinò il lancio di quattro siluri in rapida sequenza, che andarono tutti a segno su tre diverse unità britanniche: l’incrociatore leggero Nigeria, che fu così gravemente dan- neggiato da rischiare l’affondamento e che poté rientrare in servizio solo nel settembre 1943; l’incrociatore antiaereo Cairo, che, immobilizzato da due siluri e con gravi incendi a bordo, dovette essere affondato dalle altre navi della scorta; la cisterna Ohio, che gravemente danneggiata poté, comunque, raggiungere Malta, dopo aver scaricato il carico di carburante, affondò per i danni subiti. L’Axum subì una caccia antisom lunga due ore, con il lancio di una sessanti- na di bombe di profondità, subendo lievi danni, che non gli impedirono di continuare la missione nei giorni seguenti e rientrare a Trapani il 15 agosto.
Dopo i lavori di riparazione l’Axum, nell’autunno 1942 operò nelle acque delle Isole Baleari, poi, nei primi mesi del 1943, fu impiegato nelle acque della Libia e della Tunisia, durante il ripiegamento delle forze dell’Asse che portò al- definitivo abbandono dell’Africa Settentrionale. Destinato ad operare nelle acque metropolitane, l’Axum, il 21 giugno 1943, al largo della Corsica, fu impegnato in un breve duello a colpi di siluro con il sommergibile britannico Templar, ma le due unità non riuscirono a colpirsi.
Alla proclamazione dell’Armistizio, l’8 settembre 1943, l’A- xum si trovava a Gaeta per eseguirvi lavori di riparazione a un motore. Riuscì a salpare nella notte sul 9 nell’imminenza della caduta della base in mani tedesche, quindi diresse pri- ma a Montecristo e poi a Portoferraio, dove, riunitasi con altre navi minori italiane, si preparò a consegnarsi alle forze anglo-americane dirigendo verso i porti indicati degli Alleati.
Il battello raggiunse così Palermo il 12 e si trasferì poi a Malta il 20 settembre, per rimanervi fino al 9 ottobre, quando partì per Taranto.
A novembre l’Axum iniziò ad operare in regime di cobelli- geranza, utilizzato in missioni di sbarco e appoggio di agenti alleati che si infiltravano dietro le linee tedesche in Italia del Nord. Il 25 dicembre 1943 salpò per compiere una missione analoga sulle coste greche della Morea occidentale, ma il 27, mentre pendolava nei pressi del punto di sbarco, si incagliò e non poté più essere liberato. L’equipaggio, dopo aver sabota- to tutto il possibile, il 29 dicembre fece saltare in aria il bat- tello, poi raggiunse terra e, dopo una marcia di un mese sulle impervie montagne greche nelle difficili condizioni inverna- li, fu recuperato il 29 gennaio dalla torpediniera Ardimen- toso in un’altra baia della Morea, nei pressi di Marathopolis.
Il relitto dell’Axum, abbandonato e depredato di ogni cosa utilizzabile fu demolito sul posto negli anni 50.
Sommergibile AXUM – Alcuni rendering
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